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EDITORIALE
di Paolo Basilici

         Ecco un quadro sintetico e aggiornato a gennaio 2010 delle varie ricerche storico-genealogiche in atto.

         Tutte le ipotesi sull’origine e sulla migrazione del cognome Basilici che nel corso delle ricerche andavo via via elaborando si sono rivelate errate, o per lo meno incomplete. A tutt’oggi non posso dire di aver certezza di un luogo o un’area da cui i Basilici provengano.

Come spesso accade nelle ricerche, ogni nuova accquisizione mette in crisi tutte le precedenti.

Alla fine ti ritrovi che più sai e meno sai.

         Al momento l’idea generale di partenza più probabile è questa:

Il ceppo iniziale dei Basilici, di tutti i Basilici, proviene da URBINO e costoro erano chiamati indifferentemente BASILISCHI, BASILISCO, BASILISCI, BASILICI, BASILICO, BASILLICI, BASILLICO, BASSILICHI, BASSILICI, BASILLI, BASILIJ, BASILIO. Le notizie documentate più antiche risalgono per ora al 1300-1400 circa. Le riporto nella storia “Cum sit…”

         Da questo nucleo orginario, geograficamente collocato al confine nord della regione Marche e al confine sud dell’area Bizantina, si staccano via via tutti i vari ceppi che già conoscevo, più uno nuovo che adesso si aggiunge. Ne parlo sempre all’interno della stessa storia contenuta all’interno della sezione STORIE DI FAMIGLIA.

Per quelli poi che non dovessero accontentarsi di notizie risalenti al 1400/1500 e, spinti dalla curiosità, vorrebbero andare ancora più indietro, ecco un argomento intrigante sul quale porre attenzione: la quasi perfetta coincidenza tra la distribuzione geografica attuale delle famiglie Basilici in Italia, tutte concentrate in una ristretta fascia che attraversa l’Italia e va da Roma ad Ancona, e la conformazone di quello che viene comunemente chiamato “Il Corridoio Bizantino”, che si venne a formare tra Ravenna e Roma nel 570.

         Se questa intuizione dovesse rivelarsi fondata avremmo effettuato un salto all’indietro di 800 anni nelle nostre storie ma avremmo anche trovato la naturale giustificazione della radice greco-bizantina del nome. Le mappe per poter verificare questa ipotesi sono contenute all’interno della storia “Cum sit…”, nella sezione STORIE DI FAMIGLIA.

         Gli alberi genealogici fin qui elaborati sono adesso diventati quindici, per meglio dire, ho individuato quindici nuclei generazionali, ciascuno dei quali può riferirsi ad una precisa area geografica di provenienza. Come dicevo, tutte concentrate in una ristretta fascia geografica che attraversa l’Italia dal Lazio alle Marche. I vari alberi genealogici risultano tra loro per lo più disgiunti. Fanno eccezione quelli che ho chiamato “di Orvinio” e “di Roma”, che si agganciano perfettamente l’un l’altro proseguendo il primo nel secondo e quelli che ho chiamato “di Montefano e Potenza Picena” e “Basilici Menini”, che sono anch’essi in continuità storica.

         Le nuove intuizioni non fanno venir meno la convinzione già acquisita che il piccolissimo borgo di Canemorto, oggi Orvinio, dove i Basilici sono presenti dal 1400, sia stato poi a sua volta un centro propulsore per la diffusione delle varie famiglie nel Cicolano, nella Sabina e a Monterotondo stesso.

         Ad ogni modo questi sono i quindici alberi e questa è la situazione attuale delle ricerche per ciascuno di essi:

 

Albero del Cicolano e della bassa Sabina
E’ costituito da un solo ceppo di 10 generazioni e prende le mosse da un tale Nicola, si dice proveniente dalle Marche, il quale alla fine del ‘700 si installa a Rigatti, un piccolissimo paesino in provincia di Rieti, prossimo oggi al lago del Salto.

Albero dell’Alta Sabina
E’ per ora un piccolo albero e penso che rimarrà tale.
E’ composto di 5 generazioni e riguarda Percile, piccolissimo e graziosissimo paese in provincia di Roma.
Gli ultimi esponenti risiedono oggi a Roma e a Tivoli.

Albero di Fabriano
E’ una storia breve, di appena quattro generazioni, che scaturisce da un tal Giovanni Basilici, bambino esposto. Breve storia ma molto interessante. Mi appassionai subito ascoltando i primi vaghi ricordi della famiglia e, dopo più di un anno di ricerche, nel 1995 trascrissi i dati raccolti in forma di racconto romanzato. Nacque così il mio primo racconto a carattere genealogico.
La storia è nella sezione “STORIE DI FAMIGLIA”. In questo ceppo ho contatti soprattutto con Emanuela, che possiede una Agenzia Ecclesiastica a Fabriano in centro.

Albero di Guardea
Siamo In Umbria, provincia di Terni. Il territorio comunale è diviso, e lo era anche in passato, tra le diocesi di Orvieto-Todi e Amelia. Ecco il motivo per cui si hanno due rami separati dell’albero. Quello di Poggio di Guardea è sotto la diocesi di Orvieto. Quello di Cocciano di Guardea è sotto la diocesi di Amelia. Sono stato a Guardea in molte occasioni. Ho conosciuto tanta gente simpatica e disponibile. Ho avuto una fitta corrispondenza con l’Ufficio Anagrafe del Comune. Ho preso in parrocchia tutto quello che c’era da prendere ma i registri sono stati portati via. Infine sono stato tre volte all’Archivio Diocesano di Amelia. Dopo queste ricerche l’albero di Cocciano di Guardea è arrivato a 14 generazioni, a partire da Domenico Basili (Basili e non Basilici), nato presumibilmente intorno al 1548 mentre quello di Poggio di Guardea è lievitato a 10 generazioni, a partire da Giuseppe Basilici, nato a Romazzano presumibilmente intorno al 1730.
Vari piccoli spezzoncini attendono di essere inseriti.
Ho la sensazione di essere arrivato in questo caso al fondo della storia, al periodo in cui i cognomi si sono formati e alla genesi stessa del cognome Basilici. Compaiono Basili, Basilio e tutto è abbastanza offuscato.
Per quanto riguarda Orvieto ho contatti con Angela Basilici e suo marito, persone disponibili, che spero mi potranno dare una mano presso la Curia vescovile per le ricerche sul ceppo di Poggio.
Parecchia gente di questo albero vive a Roma. Parecchi altri sono in Brasile. Sono in contatto da tanti anni con Giorgio Basilici, simpaticisimo personaggio nato a Todi che da qualche tempo vive in Brasile dove è professore all’Università di Campinas. Guarda quant’è piccolo il mondo, là si è incontrato con alcuni suoi parenti emigrati all’inizio del XX secolo. Giorgio è venuto in Italia a gennaio del 2009 e ho avuto il piacere di averlo mio ospite qui a Recanati. 

Albero di Lugnano in Teverina
E’ cresciuto a dismisura e si prevedono ancora interessanti sviluppi.
Sono per ora tre ceppi sparsi, due dei quali giganteschi. Del ceppo di Bologna ho conosciuto di persona o ho parlato per telefono con parecchia gente, tra i quali Marco Basilici e suo padre Leandro, persone simpatiche e cordiali. Di questo ceppo fa parte Marco Basilici di Roma, che ha un ristorante in via Toscana, dove si mangia benissimo.

Albero di Melézzole
E’ un albero di otto generazioni che sembra prossimo al compimento.
Ho molti legami generazionali ma ci sono poche date. Sono stato più volte a Melezzole, ospite di Tito Dante Basilici e della sua famiglia, l’unica Basilici oggi residente. Tito Dante è simpatico e discreto, intelligente e attivo, grosso cacciatore, di quelli che si sentono tutt’uno con il respiro della Natura. Ha ospitato me e i miei figli a casa sua donandoci anche squisite castagne del suo bosco. Mi ha poi mandato di recente il frutto delle sue personali ricerche, attraverso le quali sono potuto risalire fino ad un Paolo Basilici, nato presumibilmente verso il 1760. Anche da qui i Basilici partono con il cognome Basili. Si ha notizia di un’antica disputa giudiziaria tra i Basili e i Basilici a proposito di certe loro proprietà.

Albero di Monteporzio Catone
Siamo a 12 generazioni! Il capostipite, per ora, risulta un certo Giuseppe Basilici, nato presumibilmente nel 1670 a Montegiorgio, in provincia di Ascoli Piceno, guarda caso nelle Marche, ad un tiro di schioppo da Fermo.
L’albero è estesissimo ed è stato redatto soprattutto grazie al fattivo apporto di Massimo Basilici di Roma.
In questo albero compaiono molti personaggi interessanti, tra i quali “Padre Igino Basilici” (vedi nella sezione PERSONAGGI”).
Per ora il capostipite di questo albero, Giuseppe, non riesce ad avere una completa documentazione. Sono stato anni fa a Montegiorgio, dove peraltro conosco anche l’Arciprete, ma nell’archivio parrocchiale non si riesce a trovare niente. Sono stato anche ad Anagni, dove Padre Igino è stato a lungo e ho visto con i miei occhi i luoghi dove ha vissuto.
Non è detto che in futuro non si possa cercare ancora per portare ancora più avanti, cioè indietro, la ricerca.

Albero di Montefano e Potenza Picena
Prendetelo così com’è. E’ l’ultimo nato e si configura come l’antenato di quello dei Basilici Menini. È composto di 9 generazioni. Mi è servito per ricostruire la storia delle prime famiglie Basilici nelle Marche e, se si potesse cercare ancora più indietro, potrebbe riservare qualche sorpresa, magari rivelando legami tra le Marche e la Sabina, tra le Marche e l’Umbria, in special modo la zona del Ternano. Ulteriori sviluppi, che spero di ottenere presto, sono tesi alla ricerca di un legame documentato tra i Basilici di Potenza Picena e i miei ascendenti a Montolmo, oggi Corridonia.

Albero di Monterotondo
Qui i Basilici li chiamano “Babbalò”.
Continuo ad avere due ceppi separati in questo albero, uno dei quali molto esteso, di dieci generazioni, che inizia da un certo Angelo Antonio Basilici, nato a Monterotondo intorno al 1705. L’altro ceppo, di cinque generazioni, inizia invece con un certo Antonio, nato a Monterotondo intorno al 1850. All’inizio del 2009 sono stato di nuovo a Monterotondo ed ho cercato ancora nell’archivio parrocchiale del Duomo, in compagnia dell’archivista Antonello Ferrero. Sono usciti altri nomi che spostano all’indietro tutta la storia di altri anni ma il lavoro è ancora da completare. Non si riesce ancora a capire con quale dei ceppi conosciuti riallacciare i primi Basilici arrivati a Monterotondo.
Di due cose l’archivista è però convinto. Che i Basilici a Monterotondo ci stanno fin dal 1500 e poi che sono venuti dalle Marche.
A Monterotondo i Basilici sono, come al solito, piuttosto chiusi e diffidenti. Non sono riuscito a prendere contatto con nessuno attraverso il telefono. Ho invece rapporti diretti con due persone simpatiche provenienti da questi ceppi: Maurizio Basilici, che abita adesso a Roma e fa il restauratore di mobili, e poi Antonella, che vive a Monterotondo.

Albero di Orvinio
E’ di fatto l’ascendente diretto dell’albero di Roma e termina giustappunto con il vescovo Anselmo Basilici. E’ composto di 12 generazioni. Il capostipite per ora è un certo Biasio Basilico, nato presumibilmente nel 1420. Personaggi vissuti in tempi così remoti sono di difficile individuazione. Tutta la storia diventa complicata, ma si intuiscono legami con quanto dicevo per il racconto “Cum sit …” e la storia dei primi Basilici nelle Marche. La ricerca ha dato origine ad un racconto straordinariamente complesso ed articolato, attraente come un racconto giallo. Compare nella sezione “STORIE DI FAMIGLIA” ed à stato riaggiornato per quest’edizione 2010 del sito.

Albero di Poggio Moiano e USA
Vado abbastanza spesso a Poggio Moiano ed ho conosciuto di persona parecchi Basilici dei tanti ivi residenti.
L’albero di Poggio Moiano è unitario, composto di 10 generazioni, a partire da un certo Giovanni, nato presumibilmente verso il 1708. Una parte notevole dell’albero è occupata dalla dinastia americana di EUGENIO, emigrato all’inizio del secolo prima in Brasile e poi in USA. Suo nipote Eugene Basilici, scrittore, ha dato alle stampe due libri incentrati sulla storia di suo nonno. Il primo, del 2001, si chiamava “Genio”, il secondo, del 2003, “Legacy of a Hero”. Nell’aprile 2006 Eugene ha pubblicato un terzo libro "Barinelli's War", un racconto ambientato nella guerra di Corea e nel gennaio 2008 un quarto intitolato “Hunting with Tigers” sulla guerra in Vietnam. Si possono acquistare tutti e quattro anche su Internet.
Con Eugene ci siamo incontrati l’estate scorsa a casa sua, in Florida. È stato un momento di intensa commozione. C’è stato anche un proficuo scambio di dati sulla discendenza americana di Eugenio. Sono stato anche ospite per qualche giorno di suo figlio Donald Basilici, detto Donnie, che vive a Thomaston, in Georgia, nelle vicinanze di Atlanta. La mia visita americana sarebbe potuta essere ancora più fruttuosa se avessimo potuto incontrare altri personaggi nell’area di Boston, con i quali avevamo già preso accordi ma che all’ultimo momento hanno dato forfait. Direi in ogni caso che le notizie riguardanti “gli americani” sno oramai quasi complete. C’è un altro interessante ceppo americano di Basilici, questi residenti nel New Jersey, con i quali è più difficile il contatto. Con pazienza riproverò in futuro.

Albero di Roma
Il ceppo che posso considerare romano-romano ha dato sviluppi inaspettati negli ultimi anni. Siamo arrivati a 9 generazioni, fino ai giorni nostri.
Al nucleo familiare che da tempo conoscevo, contrassegnato dall’alternanza dei nomi Gaetano e Anselmo, si è unito un secondo, composto di 4 generazioni. A questo appartengono il poeta Carlo e il pittore Roberto le cui biografie, straordinarie ed in continuo aggiornameno, compaiono nella sezione “PERSONAGGI”. Per questa ricerca è stato e continua ad essere di fondamentale importanza Internet.
L’albero prende le mosse dal Vescovo Anselmo Basilici, vescovo della diocesi di Nepi-Sutri dal 1818 al 1840 (vedi nella sezione “PERSONAGGI”). Si riallaccia a queso ceppo anche il racconto che ho chiamato “Una storica villa a Ponte Lucano” attraverso il quale le varie figure della storia sembrano acquistare uno spessore umano molto più forte.

Albero di Terni
E’ uscito fuori quasi per ultimo, attraverso il contatto con Leondina Basilici di Toscolano, una frazione di Avigliano Umbro. Una vecchietta che però non c’è più dal 2005. L’albero per ora è composto solo da cinque generazioni e si configura come un possibile ramo secondario dell’albero di Lugnano o di Guardea. L’ho chiamato di Terni perché oggi gli ultimi Basilici vivono lì.

Albero Basilici-Capitani di Corridonia (il mio)
La famiglia ha come baricentro geografico la cittadina di Corridonia, dove anche io sono nato. Corridonia, che una volta si chiamava Pausula e prima ancora Montolmo, è situata nelle Marche, in provincia di Macerata, ed ha oggi una popolazione di circa 15.000 abitanti.
Vado spesso a Corridonia. Ho contatti diretti con tutti i miei diretti parenti, anche con il folto gruppo emigrato in Argentina. I dati raccolti sono di prima mano.
Il ceppo proviene da Femo. Vincendo le difficoltà di contatto con il sacerdote archivista dell’Archivio Diocesano, ho iniziato dal gennaio 2008 un’approfondito e disperato lavoro, che tutt’ora è in atto. Sono uscite fuori interessantissime novità che pubblicherò prossimamente. C’è nell’aria un’enorme dilatazione della ricerca che riguarda i Basili del Fermano e i Capitani dell’ascolano.
Ho rinnovato i miei tentativi di contatto con altri Basilici in Argentina, che ritengo possano essere legati direttamente al mio ceppo. Per ora non hanno avuto esito.

Albero Basilici-Menini
Mi sembrava già completo e interessante ma adesso, con l’aggiunta di tutta la parte iniziale per altre sette generazioni, è diventato enorme. Otto genetazioni iniziali più queste ultime sette portano il totale a 15, per un arco di tempo di circa sei secoli. Per poter seguire tutta la storia bisogna iniziare dall racconto “Cum sit …” e poi proseguire in quello vero e propriodei Basilici Menini.
Mi continuo a vedere di frequente con Paolo Basilici-Menini di Cerbaia e tutta la sua famiglia, discendenti diretti dei personaggi dei racconti. Direi che più che amici stiamo diventando quasi quasi parenti.
Ho contatti ravvicinati anche con Roberto Basilici-Menini e la sua famiglia ad Ancona.

         Ecco, questo è lo stato dell’arte.

         Sia chiaro che nelle ricerche genealogiche nulla è dato per scontato, tutto è in divenire. Gli alberi quindi sono in perpetuo aggiornamento, in vista di in ipotetico quanto impossibile completamento.

         Faccio piccole ma interessanti scoperte ogni giorno, anzi, direi meglio ogni notte, dacché si può ben capire che, in mezzo alle tante cose della vita, questa passione o hobby, a seconda di come lo si voglia intendere, viene da me relegato nei ritagli di tempo.

 

Paolo Basilici

 

Recanati, Capodanno 2010

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